DEUTSCH

ENGLISH

OPERA COMMISSIONATA DALLA COMPAGNIA DELLA BANDIERA

La Madonna di Cisano ( La sagra dei Osei )
La fame atavica che fino a pochi decenni fa ha attanagliato i nostri antenati, in stragrande maggioranza contadini, veniva in parte tacitata dalla pesca, favorita dalla presenza del lago, e dalla caccia praticata con reti e lacci e con uccelli da richiamo, grazie alla posizione geografica delle colline moreniche del basso Garda veronese, dove si incontrano le due linee migratorie: quella che viene da est e quella dalla Val d'Adige. Ciò ha favorito l'uccellagione, soprattutto nel Triveneto e in Lombardia, ricordata anche da Francesco Corna da Soncino in un suo poemetto del 1487, in ottava rima e in lode a Verona. In epoca medievale, come supporto all'attività di aucupio, sono sorte in molte zone delle fiere degli uccelli. Già allora i nobili, proprietari delle terre, riservavano a sé la caccia agli animali di pelo, lasciando al popolo, che lo faceva già, La facoltà di catturare gli uccelli con le reti. Anche se non documentato, è probabile che anche la sagra di Cisano sia sorta in quel periodo. In antico la sagra era insediata presso la Pergolana, in Comune di Lazise, ma in seguito, a partire dalla metà del XVI secolo venne trasportata a Cisano. Qui, 8 settembre, festa della Natività di Maria - meglio conosciuta come la Madonna de Sisà -  si tiene un'importante rassegna di uccelli da richiamo in gabbia e appositamente addestrati, con la partecipazione di uccellatori e mercanti. A dire il vero, ciò succedeva fino a pochi decenni fa mentre ora la festa si è dilatata a dismisura, svolgendosi per più giorni, ed avendo assunto ormai l'aspetto di una gigantesca festa paesana caratterizzata da giostre e banchi di venditori. Fortunatamente nella frazione è presente un attivo gruppo di appassionati costituitesi nel 1993, che cerca di non far morire completamente l'aspetto originario della sagra, l'attenzione cioè al mondo della caccia in tutti i suoi aspetti. Ad accrescere la notorietà di questa festa contribuì sicuramente in larga misura il pittore Achille Beltrame, che il 20 settembre 1903 la immortalò sulla domenica del corriere. Una descrizione della sagra ci viene offerta da Benedetto Lenotti ( pp.194-196 ), uno dei primi che abbia cercato di mettere per iscritto le leggende e le tradizioni popolari gardesane. Ai suoi tempi gli uccelli di varie specie, erano esposti nelle gabbie appese sui muri della bella chiesa romanica, oltre che sui parietai appositamente costruiti nella vicina chiesa di San Giuliano ora non più esistente. Si vedevano merli, tordi, cinciallegre, usignoli, cardellini, calandre, fanelli, fringuelli, frusoni e altre specie ancora, tanto che i più diversi fischi, canti, gorgheggi, zirli e chioccolii si fondevano in un'unica armonia. Non mancavano falchi e civette, appollaiate sulla gruccia a mostrare la loro abilità nello svolazzare e nel ridiscendere sulla stessa: in base alla bravura venivano acquistate a prezzi sempre alti, per essere poi impiegate come richiami nei roccoli. Alle otto iniziava la gara di canto degli uccelli, con una giuria molto severa, mentre il battimani della folla sottolineava le performance migliori. Nei dintorni, come una cornice, si trovava il mercato degli oggetti occorrenti all'uccellagione, oltre che alla vinificazione, ( siamo infatti vicino al periodo della raccolta dell'uva ); E non mancava il parco divertimenti, sempre più ridotto rispetto adesso. Ora il calendario della festa vede gli aspetti più tradizionali relegati al mattino presto e, facendo riferimento alla festa del 2007, gli eventi iniziano domenica 2 settembre, alle ore 7:30, con una gara di caccia con cani da ferma, ovviamente senza sparo, su fagiani e starne in una località ( Campazzi ), nel comune di Bardolino. Quindi alle 8:30 inizia una gara podistica non competitiva. Il giovedì seguente, 6 settembre, abbiamo l'apertura ufficiale della sagra: questa giornata e la seguente, 7 settembre, sono dedicate sostanzialmente ad eventi musicali. Sabato otto alle ore 5:30 si aprono le iscrizioni alle gare “ fra le migliori primavere “ sul campo che iniziano un'ora dopo: merlo ( Turdus Merula ), tordo Bottaccio ( Turdus Philomelos ), tordo Sassello ( Turdus Iliacus ), fanello ( Carduelis Cannabina ), cardellino ( Carduelis Carduelis ), allodola ( Alauda Arvensis ), fringuello ( Fringilla Coelebs ), tordina ( Anthus Trivialis ). Oltre, sempre dalla mattinata, abbiamo l'apertura delle mostre mercato di attrezzature venatorie, selvaggina di allevamento, animali da cortile, armi da caccia, uccelli da richiamo, e altre. A lato di queste manifestazioni non mancano una mostra naturalistica del museo di scienze naturali di Jesolo e una mostra ornitologica. Alle 11 si svolge la gara di chioccolo con zufolo e senza zufolo; quindi un concerto campanario. La sagra continua fino a lunedì 10 settembre per concludersi alla sera con un gran finale pirotecnico sul lago. Il piatto tipico di questa festa era ed è ancora  “ La Polenta e Osei “ - da molti considerata -  “ il cibo degli dei “ presso le osterie del paese. Questo per quanto riguarda l'aspetto puramente commerciale e ludico, mentre per la parte religiosa ora non si registra niente di diverso dalle consuete attività legate alla domenica. E per finire, ricordiamo che nell'aprile del 2009 è stato inaugurato a Cisano, grazie alla perseveranza del presidente del comitato della sagra Alberto Salvetti, il  “ Museo delle tradizioni ornitologiche ittiche e venatorie del comprensorio gardesano “.
Autore del quadro Ben Peretti: beniaminoperetti.it